Località minerarie nuove

Per un ricercatore appassionato, lo scoprire personalmente una località mineralogica 'nuova', che cioè non sia stata già individuata da nessun altro, rappresenta senza dubbio un motivo di grande soddisfazione e orgoglio.

Sebbene per giungere a questo risultato sia indispensabile possedere, oltre a una buona conoscenza dei terreni, anche una notevole esperienza e una certa dose di fortuna.

Conoscere le rocce

Innanzitutto, per organizzare la ricerca, occorrono nozioni basilari di geologia e petrologia:

sapere come si sono formati i minerali nel loro ambiente, essere in grado di distinguere i vari tipi di rocce che li possono ospitare.

Non si può sperare di rinvenire, per esempio, dei granati ben cristallizzati nei comuni calcari stratificati di origine sedimentaria delle Prealpi lombardo-venete;

granatoGranato granatoCalcari stratificati

se, invece, vengono cercati nei calcari che hanno subito una trasformazione per il contatto con rocce magmatiche (come nel caso di certi giacimenti dell'Adamello), oppure in particolari tipi di rocce metamorfiche (rodingiti delle Alpi Occidentali, micascisti granatiferi alpini), le probabilità di scoprirli aumenteranno notevolmente.

La buona conoscenza delle rocce è perciò di grande aiuto per avere importanti indizi sull'eventuale presenza di minerali da raccogliere.

Di qui la necessità di documentarsi bene a riguardo, imparando a leggere le carte geologiche ed esercitandosi a riconoscere visivamente le rocce affioranti.

Cave e miniere

I luoghi di ricerca più facili sono ovviamente le cave e le miniere, attive o abbandonate.

Per definizione, infatti, sia le una sia le altre sfruttano materiali che possono essere minerali o rocce ed entrambe, quindi possono contenere ciò che il collezzionista spera di trovare.

La distinzione tra miniere e cave non è dovuta, come potrebbe sembrare, al fatto che normalmente lo scavo delle prime avviene in gallerie sotterranee e quello delle seconde all'aperto, ma è stabilita dalla legistazione mineraria e dipende dal tipo di minerale estratto.

Dalle miniere infatti si ricavano principalmente minerali metalliferi, pietre preziose, materiali refrattari e combustibili (esclusa la torba, che si estrae dalle cave);

invece dalle cave si ottengono soprattutto pietre da costruzione, sabbie, ghiaie, pietrisco in genere, marmi.

Ne consegue, dunque, che possono esistere anche miniere a cielo aperto oppure cave sotterranee.

Di solito il materiale che si estrae dalle miniere e dalle cave è accompagnato dal cosidetto sterile:

quest'ultimo non contenendo prodotto utile o contenendone troppo poco, viene scartato e accumulato in alcune discariche poste nelle immediate vicinanze degli scavi.

Anch'esse, perciò, costituiscono luoghi privilegiati per la ricerca mineralogica.

Per lo stesso motivo, inoltre, è sempre bene ispezionare i massi eventualmente presenti nelle adiacenze di queste discariche.

Bisogna comunque evitare di avvicinarsi troppo alle pareti della fronte di abbattimento (che sono pericolosissime per la frequente caduta di sassi) oppure di addentrarsi nelle gallerie delle vecchie miniere senza essere accompagnati da persone esperte.

Le discariche di cave e miniere abbandonate sono spesso coperte dalla vegetazione e riesce talvolta difficile individuarle.

Inoltre in questi luoghi la ricerca diventa particolarmente complessa, in quanto richiede scavi consistenti e grossi spostamenti di materiale;

ciò nonostante non deve essere tralasciata, perchè potrebbe dare buoni risultati.

Nel caso di cave e miniere attive e importantissimo ispezionare soprattutto il materiale abbattuto di recente, prima che venga portato alla tramogge di carico o avviato agli stabilimenti di trattamento.

Naturalmente, bisognerà prima chiedere l'autorizzazzione.

Non sempre le cave (e specialmente le miniere) presentano discariche:

talvolta, infatti, i metodi di sfruttamento prevedono la lavorazione completa del materiale estratto nel luogo stesso dell'abbattimento, oppure l'utilizzo dell'eventuale sterile per riempire scavi sotterranei ormai esauriti.

In questo caso l'unica possibilità concreta per ottenere qualche campione è quella di rivolgersi direttamente agli addetti ai lavori.

Fiumi, torrenti e ghiacciai

Un accurato esame del materiale riportato dai corsi d'acqua fornisce spesso i migliori indizi per scoprire l'ubicazione di un giacimento interessante.

Per esempio, lungo un torrente si trovano occasionalmente anche dei campioni di discreta qualità, ma è esaminando la natura dei detriti che si possono osservare le variazioni litologiche di una zona e trarne quindi considerazioni fondamentali per il buon esito dell'esplorazione.

Se, per esempio, notiamo per un certo tratto del percorso una maggiore frequenza di massi erratici di pegmatite e invece, successivamente, una loro sempre più netta rarefazione, riusciremo molto probabilmente a individuare la zona sovrastante nella quale è localizzato il filone da cui le pegmatiti provengono.

granatoPegmatite

Anche le morene dei ghiacciai costituiscono un notevole serbatoio di materiale da esaminare, in gran parte sempre rinnovato grazie alla continua azione di trasporto.

Un caso mineralogicamente notevole è quello della morena del ghiacciaio del Miage, in Val d'Aosta.

La ricerca in questo ambiente, tuttavia, richiede particolare attenzione per le numerose insidie che la morena attiva presenta costantemente.

Scavi o frane

Ci sono, inoltre, molti scavi che vengono eseguiti per vari scopi e che comprendono, quindi, anche quelli per la costruzione di strade o gallerie.

Questi lavori consentono a volte ritrovamenti sorprendenti e praticamente unici.

È evidente, infatti, che a lavori terminati diventerà impossibile reperire altri campioni in quello stesso luogo, per cui quelli raccolti assumeranno maggior pregio per la loro rarità.

I 'movimenti' del terreno possono essere determinati anche da fenomeni naturali (come, per esempio, le frane, i detriti dei canaloni e dei coni di deiezione e cosi via) oppure da attività agricole.

Si tratta in ogni caso di luoghi potenzialmente 'fertili' di significativi ritrovamenti e che, perciò, vanno sempre esplorati nel caso in cui si abbiano indicazioni positive circa la presenza di minerali nella zona.

minerali in Lombardia

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